È una sensazione che disturba, inutile negarlo. Ma col tempo ho capito che le persone cambiano direzione senza chiedere il permesso, e che ognuno ha il diritto di cercare la propria strada, anche quando si allontana dalla nostra. Posso restare fermo a rimpiangere quello che è stato, oppure accettare che il cambiamento faccia parte del cammino. Scelgo la seconda strada. Rispettare le distanze degli altri non significa smettere di voler bene: significa lasciare spazio, con la porta sempre aperta.
Accettare non vuol dire rassegnarsi. Vuol dire spostare il centro. Per troppo tempo ho misurato il mio valore in base a quanto ero utile agli altri. Oggi voglio rimettere al centro la mia vita: prendermi cura di me, del corpo e della mente, concedermi il piacere di divertirmi, dare spazio alle ambizioni creative che non ho mai smesso di coltivare. Non per chiudermi, ma per non restare prigioniero del passato.
Non nascondo che ci sono anche delle paure. Il tempo che passa, il timore di perdere un giorno la propria autonomia, la domanda che prima o poi tutti ci facciamo: chi ci sarà accanto, più avanti? E poi la paura più sottile di tutte, quella di ritrovarmi solo. Sono pensieri che a volte arrivano senza bussare. Quando succede, provo a fare una cosa semplice: torno al presente, a quello che ho adesso, e cerco di farne tesoro. Il presente è l'unico posto in cui posso davvero vivere.
Forse è per questo che da sempre cerco l'autosufficienza, nelle mie creazioni come nella vita. Imparare a fare da solo, a dare forma a ciò che sento senza dover dipendere da altri, è stato per me una ricerca costante di sicurezza. Ma più ancora che sicurezza, è una forma di compagnia: la compagnia di se stessi. È la forza che mi permette di andare avanti anche quando intorno c'è silenzio.
Non confondo però l'autonomia con l'isolamento. Stare bene con me stesso non significa rifiutare gli affetti o l'aiuto di chi mi vuole bene. Significa avere un luogo interiore dove posso stare in pace senza chiedere il permesso a nessuno, una base solida da cui ripartire ogni volta. Da lì posso ancora tendere la mano agli altri, senza però aggrapparmi.
Credo che il futuro, per me, sarà questo: continuare a cercare, a creare, a vivere con curiosità, portando con me la compagnia più fedele che ho. Quella che nessun silenzio potrà mai togliermi.
