sabato 17 febbraio 2018

L'odore del passato

Dalla piccola grata quel raggio di luce polveroso solca le ragnatele togliendo dall’’ombra la mia mano, che carezza piano, la costola di un raccoglitore di monete. Nella cantina, monete di modesto valore tutte insieme sono la collezione della zia, insieme ad un catalogo rigorosamente scritto a mano. Trovata anche una sveglia meccanica in latta, con una gallinella che becca, una volta muoveva la testa scandendo il secondo. Trovato un vecchio pallone di cuoio, un mangiadischi, un bollitore con una siringa in vetro. E laggiù le cose un po’ più recenti, ma sempre dimenticate. Tutto questo mi viene incontro nel tentativo di portarmi indietro nel tempo e scopro che ogni oggetto ha un odore, anche inorganico, ma un odore che completa i miei ricordi. L’odore degli oggetti muta nel tempo, ma conserva la fragranza iniziale. Siamo stati capaci di immortalare ogni cosa, ma non gli odori, perché questi restano ancora prerogativa del presente. Lampi e sprazzi di luce, voci, rievocate dal tenero senso dell’olfatto. Chiudo la porta di ferro della cantina, adesso il presente ritorna con vigore, padrone assoluto dell’esistenza.

venerdì 16 febbraio 2018

Unica carrellata

Profonda riflessione in un'unica carrellata, oggi ho osservato intorno a me, nel centro commerciale, camminando verso l'uscita. Una giovane ragazza triste, forzatamente vestita con tailleur corto e tacchi, mentre cercava d richiamare l'attenzione del pubblico con un volantino dell'acqua pura, indifferenza assoluta di tutti, nella confusione accompagnata da anonima musica di plastica. Neanche il giovane fascino serviva a quella ragazza con quel quel piccolo dolce sorriso, un accenno di sorriso segnato dalla noia di un lavoro pressoché inutile. Più in la un ragazzo di colore seduto su una poltroncina con uno smartphone in mano dal vetro rotto. Immenso via vai di gente con buste di plastica piene di cibo, una coppia di anziani da una parte intenti a controllare il loro scontrino, si interrogavano, facevano i conti. Due adolescenti incappucciati dalle loro felpe, pantaloni che scoprivano esili caviglie, a testa bassa camminando messaggiavano seri seri. E poi, un'altra promozione accompagnata da un ragazzo ed una ragazza che suonavano una chitarrina, non si sentiva niente se non un fioco grattugiare di lieti accordi maggiori. All'uscita mi sono voltato, li ho visti tutti insieme, come in un teatro, un pietoso show della miseria. Ed io ero li, con il mio giubbottone verde, la spesa e quella grattata di freddo che oggi pomeriggio si è fatta sentire. Chiusa quella porta automatica come un sipario, tutti sono rimasti dietro il vetro, come in un acquario di pesci, adesso erano muti. E' grande il centro commerciale e tutto intorno la distesa di cemento e le case di periferia. Ad ogni passo il ritmo della consuetudine, della mia vista debole con gli occhiali attaccati al collo per riuscire a leggere. Un po' di coriandoli per terra di un carnevale scolorito e di nuovo nell'utilitaria stanca, tra sordidi rumori di chi va e chi viene.

martedì 13 febbraio 2018

Italia, un gran casino

Oramai lasciatemelo dire...è un gran casino. A cinquanta anni, mi rendo conto che una confusione così era da tempo che non la percepivo. Sparatorie sugli stranieri, orde di estremisti nelle piazze, migranti senza dimora, sudiciume ovunque, rifiuti, poveracci che a fine mese non guadagnano più niente, contratti di lavoro scaduti da anni, debito pubblico alle stelle, disoccupazione e tanta, ma tanta ignoranza. Tutti siamo bombardati da una miriade di post, notizie flash, link, contenuti multimediali sempre più veloci e coincisi, tutte informazioni utili, per carità, ma così cinguettate da essere non idonee al fine di poter maturare concetti, idee, posizioni. Percezione di quel caos che si avverte quando la nave presumibilmente potrebbe affondare. Tanto giustizialismo poco ragionato che spunta da bocche rutteggianti. E' fibrillazione o peggio ancora tremore cronico irreversibile, gente che corre, che messaggia, che si connette, disconnette, si iscrive, si cancella, entra ed esce consumando energia, calore, petrolio. Qualche anno fa parlavo di narcosi collettiva, ci stiamo risvegliando, ma non bene, a livello anestesiologico con qualche problema da valutare in sede neurologica.

domenica 28 gennaio 2018

Le opere non sono altro che lacrime

Ogni vero artista sa bene che il pubblico serve soltanto per rompere i coglioni e del pubblico ha sempre paura. Vorrebbe che ogni sua opera non fosse mai criticata, proprio come fa un padre per un figlio, verso il quale vorrebbe che non vi fosse alcuna critica, perché per lui, suo figlio è unico. Sarebbe bello che ogni artista potesse parlare con le proprie opere, ma in realtà queste o prendono il volo o rimangono in un cassetto, spesso mute, indifese. Per un vero artista le opere non sono altro che lacrime, mascherate dai conflitti, dalle apparenze, dalle consuetudini. Un vero artista cerca sempre di coinvolgere nelle proprie emozioni ogni sorta di personaggio, ma non riuscirà mai a restituire al mondo la verità sulle proprie scelte, perché difficilmente sceglie, ma accoglie. Ed io nell'accogliere i miei 51 anni sto cominciando a stufarmi, non tanto dell'arte, ma della necessità di far sopravvivere le piccole creazioni, troppo fragili, tenere, patetiche. Queste muoiono perché trovano sempre meno ossigeno nel mio cuore. Mi alzo e vedo scomparire ogni cosa, uccisa dal niente, dal disinteresse, dalla superficialità, dal consumismo sfrenato che crea emozioni al mondo ben più gradite a quanto pare. Si lacerano le speranze, le opportunità, le motivazioni. La pentola continuerà a bollire sino a che l'acqua scomparirà pian piano. A quel punto per forza maggiore chiuderò il gas.

giovedì 25 gennaio 2018

La serenata del mitico Lello Vitello

Il mio amico Lello Vitello mi ha sorpreso con una canzone dedicata a me. Una serenata inaspettata su FB mi ha fatto veramente commuovere, presto ci rivedremo.

mercoledì 24 gennaio 2018

Progetto Novum - Puntata 1

Come precedentemente annunciato eccoci arrivati con la nostra prima puntata del cartone animato "Progetto Novum" progetto di Spazio Informazione Libera realizzato da Stefano e Alessandra con l'ausilio dell'applicazione "Plotagon"
La  storia è ambientata in epoca attuale e si articola in una serie di puntate che hanno come tema la competizione politica sulla base di due ideologie diametralmente opposte. Ogni puntata ha la durata di circa 5/10 minuti ed è stata realizzata utilizzando le voci sintetizzate previste dell'applicazione associate ad un doppiaggio vero e proprio ottenuto con le voci reali di Stefano e Alessandra.
Seguite la storia, che al di là del cartone animato, può essere un vero e proprio spunto per contribuire ad avere una visione chiara e divulgativa su alcuni gravi problemi nel mondo.
Le puntate saranno on line settimanalmente, ogni mercoledì tra le 16 e le ore 18.


Beppe incontra Silla che gli mostra la live di Terris. Tutto inizia da qua, non perdete le nostre puntate.

domenica 14 gennaio 2018

Nuovo Quinto Pianobar - Le scelte di marzo

A marzo torneremo alle urne per decidere del prossimo futuro politico italiano. Tutto questo avverrà in un panorama incerto e sulla base di molti errori. Stefano Terraglia e Alessandra Lombardi esprimono le loro considerazioni in questo quinto episodio su Spazio Informazione Libera


Nel corso del programma abbiamo consigliato un manuale
in tema con i contenuti di questo episodio: 
IL SISTEMA POLITICO ITALIANO
Autori: Maurizio Cotta e Luca Verzichelli
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