giovedì 5 aprile 2018

I miei diari

In questo #vlog racconto dell'importanza di alcuni diari che ho iniziato a scrivere nel 1978 e che ogni tanto ho ripreso in mano. Un'importanza tutta personale, un'esigenza di non lasciare che il pensiero  sia soltanto in balia del vento, ma inspiratore di riflessioni future.

venerdì 16 marzo 2018

La bellezza di una donna


La bellezza e lo splendore di una donna non sono diritti riservati, chiunque può apprezzarli. Oggi è tra le tue braccia, domani chissà. La sua bellezza e il suo splendore sono ospiti del tuo cuore sino al giorno che cesserà di battere per lei.

domenica 11 marzo 2018

La macchina

La macchina ha sostituito e continuerà a sostituire l'uomo nel processo industriale, cosa sarà il futuro al proposito?

lunedì 26 febbraio 2018

Poveracci, siamo come gli uccellini sull'albero


Poveracci, sembriamo tanti uccellini a cinguettare su un grande albero: cip cip cip. Sulle chiome di un grande albero, ognuno di noi cinguetta. «E questo non è giusto e lui di qua... e quell'altro di la..» poveracci. Tanti piccoli cuori che vorrebbero che cambiassero le cose, uccellini, tanti uccellini che quando cinguettano tutti insieme fanno un unico grande rutto. Un rutto che proviene dal grande albero, un rutto d'uccelli. E poi c'è chi dorme, chi vola, chi ritorna, chi si da noia...chi zomba morto di sotto. Poveracci, siamo come tanti uccellini sull'albero che con una vile fucilata potremmo cadere giù come pere. E cip e cip cip cip cip..poveracci.

martedì 20 febbraio 2018

Il popolo che non serve più


Sapete perchè non investono più niente nella scuola e nella sanità? Io penso che loro non abbiano più bisogno di noi. Man mano che la macchina sostituirà completamente l'uomo non necessariamente il popolo dovrà essere istruito e sano. Occorre però illuderlo di essere libero. Così, il popolo, rimasto nell'ignoranza, potrà cinguettare stronzate sui social e munito di smartphone potrà fare tante belle foto, filmati, selfie. Per curarsi la salute, invece, dovrà sbattersi, rimanere in coda, aspettare o pagare per far prima. Non serviamo più a niente se non a rompere i coglioni al sistema di potere.

sabato 17 febbraio 2018

L'odore del passato

Dalla piccola grata quel raggio di luce polveroso solca le ragnatele togliendo dall’’ombra la mia mano, che carezza piano, la costola di un raccoglitore di monete. Nella cantina, monete di modesto valore tutte insieme sono la collezione della zia, insieme ad un catalogo rigorosamente scritto a mano. Trovata anche una sveglia meccanica in latta, con una gallinella che becca, una volta muoveva la testa scandendo il secondo. Trovato un vecchio pallone di cuoio, un mangiadischi, un bollitore con una siringa in vetro. E laggiù le cose un po’ più recenti, ma sempre dimenticate. Tutto questo mi viene incontro nel tentativo di portarmi indietro nel tempo e scopro che ogni oggetto ha un odore, anche inorganico, ma un odore che completa i miei ricordi. L’odore degli oggetti muta nel tempo, ma conserva la fragranza iniziale. Siamo stati capaci di immortalare ogni cosa, ma non gli odori, perché questi restano ancora prerogativa del presente. Lampi e sprazzi di luce, voci, rievocate dal tenero senso dell’olfatto. Chiudo la porta di ferro della cantina, adesso il presente ritorna con vigore, padrone assoluto dell’esistenza.