domenica 2 settembre 2018

Patetici ritorni

Mi dispiace che molti nostalgici, e li capisco perché in parte lo sono anche io, abbiano da meravigliarsi di questo nuovo mondo e del degrado culturale nel quale si è infognato. La rete, i social network, il bla bla bla di ogni singolo povero cristo intrappolato nel concetto di condivisione, la politica sempre più contraddittoria, ma soprattutto l'ingenuità di ognuno di noi che a sua insaputa diventa membro di una schedatura mondiale passiva regalando al potere ogni nostra singola scorreggia. E' così e non possiamo farci niente se non decidere di uscire, ma ciò renderebbe ancor più oscurata la nostra partecipazione attiva al movimento di idee che oggi regola il pensiero collettivo. Non esistono alternative, in quanto le piazze sono costantemente monitorate da sistemi tecnologici che permettono l'individuazione di ogni singolo focolaio di resistenza violenta. E non è detto che le voci non possano essere progressivamente oscurate con il controllo e di conseguenza la limitazione della libertà di espressione sulla rete. Quindi i nostalgici non possono esemplificare le nuove strade da percorrere facendo riferimento alle lotte che furono, sarebbe come pretendere di cercare di alimentare a carbone una moderna utilitaria. Tutto il divenire dovrà essere nuovo, originale, affinato ed adattato ai nuovi tempi. Noi nel nostro progressivo invecchiamento possiamo soltanto ricordare e fare tesoro storico di ciò che è stato, dobbiamo prepararci alle novità più che alle repliche. Non ci sarà un altro fascismo, un altro comunismo, un nuovo sessantotto, ma ci saranno novità assolute e proprio perché avranno caratteristiche profondamente differenti dal passato, ci coglieranno, se saremo ancora vivi, di sorpresa. Mi eccita molto di più immaginare cosa sarà che auspicarmi patetici ritorni. 

giovedì 30 agosto 2018

Il fuggiasco

E' inutile rincorrere chi non ti cerca, perchè se non ti cerca significa che non ti vuole. Basta mettersi nei panni di chi viene rincorso, ti vede come un lupo, come un cane rabbioso. Merita fermarsi, attendere, cambiare aria. So che fa male al cuore, lui batte e risuona come una campana assordante, per sempre. Ti auspichi che un giorno, voltandoti, tutto possa cambiare e quel fuggiasco riesca a portarti un fiore. Un fiorellino anche piccolo dal quale togliere insieme ogni petalo e restituirlo al vento, poi correre insieme sul prato, verso il lago, felici e stremati, al tramonto, il mio tramonto. A te fuggiasco lascio l'alba della vita.

domenica 19 agosto 2018

Cronostoria di una colpa

L'italia uscì disfatta dalla seconda guerra mondiale, i partigiani e gli anglo americani liberarono l'Italia, cadde la monarchia e nacque l'Italia repubblicana. Chapeau a chi ha combattuto. Finita la guerra, seppur ancora in povertà, ma chiaramente in sicurezza, la gente iniziò a partorire figli, che durante la ricostruzione crebbero un po' tra le macerie e un po' tra i cantieri. I loro padri negli anni 50 erano ancora in piazza a combattere per i diritti sul lavoro e a disarticolare i rimanenti stralli che ancoravano lo stato sociale al vecchio regime. Arrivarono gli anni sessanta, ripulite le macerie e lottizzati i terreni agricoli, iniziò lo tsunami del cemento. Palazzoni, automobili e lavoro per tutti. I ragazzi nati nel dopoguerra erano diventati tutti giovanotti, figli di uno stato sociale solido, con le loro scuole, le loro fabbriche, la loro Lambretta. I loro padri con la 500, la 600, l'850 ed il borghese con la 1100. Classificati, tutti. Poi arrivò il 68, esplose la contestazione, generata dall'onda nata sulle spiagge del benessere (California) e non certo dalla fabbriche...scontri tra manifestanti e poliziotti, tra ricchi e poveri insomma. Dal cazzeggiamento borghese, successivamente, arrivarono anche gli anni di piombo, dove un manipolo di illusi, uccidendo degli innocenti senza alcun potere esecutivo, volevano fare la lotta per il comunismo, cagati zero persino dall'Unione Sovietica. Poi arrivarono gli anni 80, il culmine, la Milano da bere, il socialismo Craxiano, l'arrivismo, poi gli anni novanta con Berlusconi....insomma i giorni di oggi. Morale della favola? Noi siamo quella generazione, che per la prima volta dal dopo guerra stiamo peggio dei nostri padri e i nostri figli staranno ancora peggio. Possiamo salvarli? Io dico di si! Iniziamo a fare l'opposto di ciò che è stato sino ad oggi, bisogna cambiare tutto!

Stefano Terraglia

mercoledì 25 luglio 2018

AlfaSierra - Dalla Valmarecchia a San Marino

Bellissimo tour che ha interessato la Valmarecchia, precisamente Montecopiolo dall'albergo "Parco del Lago" sino a San Marino, antica terra della libertà.

Spazio Informazione Libera: Escursione - Anello del Monte Forato

Un bellissimo anello sulle Alpi Apuane che ci ha portati a visitare il Monte Forato.


giovedì 28 giugno 2018

Le nuove classi da classificare

In passato il popolo era classificato in alta borghesia, media borghesia, proletariato, sottoproletariato e così via e su queste diversificazioni gli intellettuali hanno scritto di tutto. Su queste classificazioni la politica ha definito ideali, movimenti, partiti. La lotta di classe ha affermato diritti, definito i rapporti lasciandosi dietro morti, feriti, guerre, dittature e periodi storici controversi, sia in Europa che nel resto del mondo. Il dissenso o l'assenso si materializzavano con il tempo in una risultante di sistema, con tatto di roccaforti conquistate o create in virtù dell'esperienza programmatica. Vengono così definiti gli ideali e quelle morali imprescindibili ed indiscutibili, sorrette dal sistema economico. Un'intera generazione di uomini afferma il cambiamento con la fine della seconda guerra mondiale, la successiva generazione invece vi ha sguazzato dentro, durante la ricostruzione, durante il miracolo economico, durante l'inizio del declino. Ad oggi, le nuove generazioni vivono nell'eco dell'eredità morale e ideologica della generazione precedente che li ha sostanzialmente svuotati di ogni idea contrapponendosi in maniera viscerale verso ogni loro nuovo cambiamento e non ammettendo di aver perduto ogni capacità di partecipazione, facendosi forza a colpi di retoriche. Se qualcosa si sta muovendo il merito è della velocità di gestione della propaganda, che sorpassa nettamente gli sforzi degli anni del giornale quotidiano e del volantino, rendendo immediato il dissenso e successivamente le risposte politiche al merito. Tutto si muove a velocità della luce e considerato che la propaganda e l'informazione è parte integrante della politica ecco che si assiste a vere ondate e terremoti di idee, come lo stato primordiale del pianeta, infiammato da fenomeni di ogni tipo, per poi diventare fiorente e vivibile in un armonico processo naturale. Essere diffidenti verso l'attualità è comprensibile, ma ogni conquista la si fa riformando radicalmente i processi precedenti, quei processi che hanno snaturato il sistema o semplicemente consumato le condizioni ideali.

mercoledì 13 giugno 2018

Spazio Informazione Libera: Escursione - Anello di Montenero

Spazio Informazione Libera: Escursione - Anello di Montenero: Il bellissimo anello ci ha coinvolti in un paesaggio stupendo. Immense distese di grano intorno al Montenero di Volterra. Anche un piccolo ...