Articolo di Stefano Terraglia
Non è concepibile che in un sistema democratico possano essere scritte leggi che non tengono conto del cambiamento dei tempi. Oggi moltissime persone trascorrono davanti allo schermo del proprio computer diverse ore della loro giornata allo scopo di rendere visibili e condivisibili le proprie idee. Queste persone sono la stragrande maggioranza dei bloggers, podcasters e curatori di siti personali o collettivi che fanno loro stessi una buona parte di Internet, sono gli autori di poesie, racconti, considerazioni, polemiche e quant’altro possa arricchire l’infinito archivio di notizie che secondo dopo secondo fermentano nella rete, insieme ad immagini, musica, suoni e video. Una mente unica che si alimenta da sola, un vero patrimonio per l’umanità che è destinato sempre di più a rimanere come scolpito nella pietra in una nuova era dell’informazione.
Tutto questo comincia ad avere proporzioni incredibili, basti pensare a Google, YouTube, MySpace, Blogger e così via, intere piattaforme dedicate agli utenti creativi o semplicemente estrosi che hanno tanto da dire.
E’ chiaro che tra questi esistono anche casi dall’aspetto criminale, dove video scioccanti, notizie false, fotografie oscene trovano posto disturbando o creando sdegno tra gli utenti, ma sono pur sempre minoranze di imbecilli verso i quali pongo il mio più marcato dissenso. Solo verso queste minoranze di persone dovrebbero essere impiegate le tecnologie di tracciamento in dotazione alle autorità al fine di metterli a tacere con le laute sanzioni e pene. Ma tutto questo non deve essere lo spunto per dare origine a persecuzioni di vario tipo verso chi si esprime democraticamente e liberamente pronunciandosi favorevole o meno verso idee politiche, culturali e ideologiche.
In Italia, paese sempre più vecchio culturalmente, perché popolato di persone ultra sessantenni poco disposte ad aggiornarsi con i tempi moderni, si guarda di traverso al fenomeno Internet, tentando di istituzionalizzarlo al pari di un canale ministeriale, fatto di siti ufficiali, fonti di autori iscritti al registro degli operatori della comunicazione, tutti con il signor direttore responsabile giornalista. Tutto è quasi pronto per stringere il collo e tappare la bocca a collezionisti di farfalle, ragazzini esuberanti, artisti mancati, poeti da sempre e appassionati che scrivono ogni giorno paginate intere della loro vita dimostrando che le esperienze possono essere condivise, dimostrando che la carenza dell’uno può essere colmata dalla saggezza dell’altro. L’idea non può essere mercificata o affondata in processi burocratici senza fine, l’idea vola sulle ali dorate come nel Va’ Pensiero di Giuseppe Verdi, così bisogna prendere atto della grande conquista della rete dove la nostra umile idea, che una volta rimaneva confinata tra le mura di un circolino di periferia, adesso può essere condivisa con l’umanità, conferma che il mondo è di chi lo vive e non di chi lo gestisce.
Signori anziani, tra poco anche io lo sarò, la mia mente non esaurirà mai la voglia di crescere, anche se il mio stomaco ingrossa e i capelli diventano ogni giorno sempre più bianchi, penso che la spugna vada gettata soltanto quando si spegne per sempre il giorno ai nostri occhi e non prima. Fino a quando avremo la forza per sopravvivere è bene proporre la nostra saggezza con stile cercando di integrarsi e capire l’esigenza delle nuove generazioni, evitando così di proporre ciò che di più stantio rimane nelle nostre tasche.