
Un video musicale dove Claudia è avvolta dalla sabbia del deserto in un vortice di erotiche sensazioni
Articolo di Stefano Terraglia
Non avrei mai creduto di riuscire a portare a termine un lungometraggio utilizzando una videocamera amatoriale. Da ragazzino era il mio sogno, all'epoca costruivo da solo delle false cineprese in legno e facevo finta di riprendere, così immaginavo la mia produzione che non arrivava mai, così rimaneva nei miei desideri accompagnata dalla speranza che i miei genitori mi regalassero prima o poi una vera cinepresa. Riuscii poi a racimolare poche migliaia di lire in seguito all'apertura di un salvadanaio e così comperai una vera cinepresa super otto giocattolo, in grado di riprendere. Insieme alla cinepresa riuscii a comperare anche un proiettore dello stesso calibro. I film che venivano fuori erano pressappoco deludenti; poco luminosi, difficili da gestire, fragili, ma soprattutto non montati. Mancava il montaggio, ma per ottenerlo sarebbe stata necessaria una moviola meccanica, oppure passare ad un'attrezzatura più seria. Fui costretto ad abbandonare questo hobby troppo costoso per un ragazzetto di dodici anni. Pensate che un caricatore super otto compreso di sviluppo, nel 1978 costava circa 17.000 lire e vi erano soltanto tre minuti disponibili per poter filmare.
Alla fine degli anni ottanta comperai la prima videocamera VHS, (era il camcorder Philips Explorer) ed iniziai a riprendere, finalmente libero da ogni vincolo di spesa e tempo di ripresa. Le videocassette VHS sono sempre state proposte ad un prezzo abbordabile. Dopo qualche anno di pratica e approfondimento decisi di fare il passo più lungo della gamba, girare un lungometraggio. Scrissi la sceneggiatura durante il periodo del servizio militare, a lapis, su fogli protocolli ed intitolai il film "Io, lei e mio fratello". Tornato dal servizio militare, tramite un settimanale di annunci, cercai persone tra le quali attori, attrici, e tecnici così detti vita ad un casting di persone appassionate. Girammo i provini presso una stanza fornita dal consiglio di un quartiere di Firenze e dopo qualche mese iniziammo le riprese. Eravamo in troppi, troppo difficili le convocazioni, era inverno, freddo e non riuscimmo a coordinare i lavori, così le riprese vennero interrotte ed il film rimase nel cassetto. Un vero e proprio fallimento e così abbandonai l'idea del cinema per dedicarmi alla musica per la quale avevo condotto gli studi sino ad allora.
Arrivò il duemila e il digitale fece ingresso nel campo amatoriale, così comperai la prima videocamera MiniDV e da quel giorno non ho più smesso di catturare, montare e creare i miei piccoli lavori.
A luglio del 2005, seduto sulla terrazza della mia residenza estiva, iniziai a pensare alla possibilità di cucire addosso a me e alla mia cerchia di affetti, moglie ed amici appassionati, un lungometraggio. Nel progetto avevo previsto il minimo impegno nella ricerca delle location, in quanto sarebbero state proprio le location stesse a cercare me. Tutto avrebbe dovuto ambientarsi in un luogo disponibile sempre. Scelsi le nostre case, in maniera da poter girare senza vincoli ed impegni particolari. Anche il tema del film, in un certo senso, racchiude spunti, riflessioni e situazioni estrapolate dalle nostre abitudini quotidiane. La passione dell'arte visiva, come filo conduttore. Così il mio triplice impegno, quale attore, realizzatore e musicista del film "La chiamerò Lisa" ha trovato un piacevole sfogo emotivo.
Sono rimasto stupito anche dall'interpretazione degli attori, che pur trovandosi di fronte ad una situazione scarna, amatoriale, in completa assenza di set, di assistenza e di coordinamento professionale, hanno saputo dare il meglio.
Il tutto è stato realizzato tramite la tecnica del pre montaggio. Subito dopo aver girato una scena questa è stata acquisita dal computer, contrassegnata e pre montata. Nel montaggio definitivo tutte le scene precedentemente montate sono state perfezionate ed assemblate nel loro ordine. A termine di questo è stata composta, sullo scorrere delle scene, la colonna sonora, con una tastiera Korg PA80. Non sono mancati i problemi quando mi sono trovato a dover gestire un montato di ottanta minuti in AVI DV su un computer che oramai conta quasi tre anni.
Diciamo, che seppur carico di naturale, ma piacevole lentezza, sono rimasto contento di questa mia simpatica sfida al mondo del cinema industriale.