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In un'atmosfera da cinema dell'est anni cinquanta, un uomo e' alla disperata ricerca di un produttore, cosi' continuera' nella sua immensa solitudine a cercare una via d'uscita

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SULL' IGNORANZA

6 Gennaio 2006

Il perché alcuni uomini, tra cui io in particolare, si pongono tanti interrogativi, è per misurare e quantificare la loro ignoranza, nonostante la loro presupponenza di conoscenza, con certezze infallibili. Invece dobbiamo convincersi che tutto quello che conosciamo è solo la nostra ignoranza e per vincere l'angoscia del nostro non conoscere niente possiamo vivere il più sensualmente possibile e provarci a donare agli altri esseri viventi affetto e amicizia.

Ogni soluzione di una teoria solleva nuovi problemi insoluti; tanti più ne solleva, quanto più profondo è il problema originale, e quindi più ardita è la sua soluzione.

Quanto più crediamo d'imparare sul mondo, e quanto più profondo crediamo sia il nostro apprendimento, tanto più consapevole, specifica e articolata sarà la conoscenza di ciò che non sappiamo, la conoscenza della nostra ignoranza.

Questa, infatti, è la fonte principale dell'ignoranza: il fatto che la nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza non può che essere, di necessità, Infinita.

Possiamo farci una vaga idea della vastità della nostra ignoranza quando contempliamo la vastità dei cieli: anche se la semplice vastità dei cieli non è la causa più profonda della nostra ignoranza, è tuttavia una di esse.

Sembra che io differisca dai miei amici nell'attribuire poca importanza alla misura fisica.

Non mi sento per nulla umile di fronte alla vastità dei cieli. Le stelle saranno anche grandi, ma non possono pensare o amare, e queste sono qualità che mi fanno molta più impressione della grandezza. Io non mi vanto per il fatto di pesare quasi un quintale.

Credo però che i miei amici siano d'accordo sull'insignificanza della pura e semplice dimensione fisica e suppongo che, se si sentivano umili di fronte alla vastità dei cieli, ciò accadeva perché vedevano in essa un simbolo della loro ignoranza.

Credo che varrebbe in ogni modo la pena cercare d'imparare qualcosa del mondo, anche se, con questo tentativo, dovessimo imparare semplicemente che non sappiamo molto.
Questo stato di dotta ignoranza ci sarebbe d'aiuto in molte delle nostre difficoltà.

Sarebbe bene se tutti ricordassimo che, mentre differiamo ampiamente nelle nostre diverse piccole cose che presumiamo di sapere, nella nostra infinita ignoranza siamo tutti uguali!

Ciao a tutti i miei cari amici, e speriamo che il 2006 porti ad una svolta, in bene, del genere umano.

Vinicio Querci